Immagini a tema astratto
disegnare l’invisibile
Si può disegnare ciò che ha un contorno:
un oggetto, un volto, un luogo. Un cancello.
Basta osservare, scegliere un punto di vista, tradurre.
Ma ci sono cose che non si lasciano guardare.
Un profumo, un’emozione, uno stato d’animo.
Parole, ruoli, identità:
commercialista, estetista, nomi che definiscono e allo stesso tempo limitano.
E poi la soglia:
quel punto instabile in cui qualcosa finisce e qualcos’altro non è ancora iniziato.
Dimensioni interiori che esistono, ma non hanno una forma propria.
L’astrazione nasce da qui.
Dal tentativo di dare un corpo all’invisibile,
di trasformare una sensazione in segno,
un pensiero in ritmo, un’intuizione in immagine.
È un processo che passa attraverso la sensibilità psichica:
un ascolto profondo di ciò che si muove sotto la superficie,
tra percezione, memoria e immaginazione.
Ariete
Dopo aver completato la serie dei 30 + 30 + 30 disegni, realizzati come esercizio di attivazione della sensibilità psichica attraverso il segno, la ripetizione e l’ascolto, il lavoro ha iniziato a spostarsi naturalmente verso nuovi territori.
Tra questi, i segni zodiacali.
Una ricerca nata dallo studio e dall’intuizione, sviluppata come traduzione visiva di energie archetipiche.
Ariete si manifesta come una spinta verso sinistra, un movimento primario, istintivo, quasi inaugurale.
Il gesto non descrive, ma afferma.
I colori predominanti — rosso, giallo, viola — agiscono come campi di tensione, portando l’immagine in una dimensione di impulso, inizio, attraversamento.
Il disegno non rappresenta il segno:
ne intercetta la vibrazione.
Vitalità – Energia
Nella pratica dell’arte astratta, non sono solo gli oggetti a poter essere tradotti in segni: anche le parole che descrivono stati interiori, qualità invisibili, concetti senza contorno possono diventare immagini.
Questo disegno nasce proprio da quella possibilità.
La composizione si sviluppa come un campo di energia in movimento. Al centro, una forma arancione e pulsante evoca una memoria organica di produzione e accumulo vitale, un richiamo quasi “cellulare”: un mitocondrio inteso come archetipo di energia, trasformazione e vitalità. Lo spazio chiaro che la circonda funziona da contenitore, da ambiente in cui l’energia può manifestarsi senza essere imprigionata.
A destra, rossi e viola, a sinistra blu e verdi: una tensione cromatica che non contrappone, ma mette in circolo. Tra le aree, segni e simboli giocano e vibrano, come se l’immagine fosse attraversata da una corrente di vitalità.
Qui non si cerca di rappresentare l’energia in modo letterale.
Si tenta invece di intercettarne la vibrazione — un atto di traduzione che, per chi lo pratica, è quasi naturale.
E se l’idea di trasformare una parola astratta in disegno ti incuriosisce, questa è una delle possibili direzioni in cui può muoversi la sensibilità psichica.
Disegno di rilascio di fine anno
