La mia poetica

Arte, energia, invisibile

Ruggisco all’infinito dal mio fragile quarto dito

è il motto che mi accompagna dal 2013.

Nasce in un periodo di ricerca intensa, attraversato da domande essenziali sulla realtà visibile e invisibile, sulla spiritualità, sull’anima e sull’arte.
Domande che non chiedevano risposte immediate, ma ascolto, tempo, attraversamento.

L’infinito, l’etere, ciò che non si vede ma si percepisce, costituiscono ancora oggi lo sfondo della mia pittura.
Non come tema illustrato, ma come campo di presenza.

La fragilità non è per me una mancanza, ma una soglia.
Nel quarto dito — dove si indossa la fede — riconosco una forza silenziosa:

vulnerabile e insieme vastissima, come l’infinito stesso.

Ricerca artistica

La mia ricerca attraversa arte astratta, psichica e figurativa, in un dialogo continuo tra forma, energia e interiorità.

Il colore non è decorazione, ma strumento di risonanza.
La materia diventa veicolo di presenza, capace di attivare spazi e percezioni.

Creo opere pittoriche e materiche che lavorano per stratificazione e risonanza, portando presenza, luce e colore negli spazi che le accolgono. Il mio interesse è rivolto a ciò che l’opera attiva: uno stato, una percezione, un ascolto.

Parallelamente, mi occupo di formazione artistica e di pratiche espressive legate al riconoscimento dei talenti, come strumenti di consapevolezza e crescita.

Ritratti, visione e valori:

Credo in un’arte che sappia andare oltre la rappresentazione, capace di cogliere ciò che non è immediatamente visibile, aprendo nuove possibilità di senso e di bellezza.

Il mio stile emerge in modo particolare nel lavoro sul ritratto, sviluppato attraverso lo studio e la sperimentazione di tecniche pittoriche a partire dal 2017. Il volto diventa luogo di lettura, non di rappresentazione: presenza più che immagine.

La mia visione artistica si fonda su alcuni valori essenziali:
il benessere della persona, la libertà di espressione, la valorizzazione del capitale umano, una relazione rispettosa con l’ambiente e con gli esseri viventi.

Ciò che resta

Nelle mie opere cerco la quintessenza delle cose.

Indago l’istante come tempo vibrante, mai immobile:
una sospensione viva, in equilibrio tra silenzio, presenza e movimento.

Il mio lavoro nasce dal desiderio di cogliere ciò che resta oltre l’apparenza, in uno spazio sottile fra energia, luce e forma.

Dal 2015 studio e applico pratiche artistiche legate alla dimensione psichica, integrandole nella mia ricerca pittorica.

Se desideri approfondire questo percorso, puoi esplorare le opere o le mostre presenti nel sito.